Nella giornata dell'apertura del World economic forum e del discorso inaugurale della cancelliera tedesca Angela Merkel, Sergio Ermotti, Chief executive officer di UBS, spiega la sua posizione sull'euro e sulla crisi dei debiti pubblici.
Si sentono naturalmente, anche qui al Forum di Davos, molte e diverse previsioni sull'euro. C'è anche chi pronostica chiaramente la scomparsa della moneta unica. Lei come vede la situazione?
Non credo che l'euro sparirà. L'Unione europea, ed al suo interno l'Eurozona, non possono lasciar affermare negli anni a venire un modello completamente disaggregato, che rischierebbe di non risolvere i problemi e al tempo stesso di renderli più deboli nel confronto con altre grandi aree economiche. Ci vorrà del tempo per superare la crisi, ma l'euro alla fine rimarrà.
L'Eurozona nel frattempo perderà alcuni Paesi deboli, destinati all'uscita?
Non necessariamente. Può darsi che qualcuno esca, può darsi di no. Diciamo comunque che se un Paese uscisse, dovrebbe a mio parere affrontare tanti e tali problemi da indurre gli altri Paesi in dubbio a cercare di rimanere nell'area euro.
Lei ha detto: ci vorrà tempo per superare questa crisi dell'Eurozona. Ma quanto tempo a suo avviso?
Questo è davvero diffcile da dire, ma questioni come la crisi dei debiti pubbblici maturano nel corso di anni e richiedono certo non solo mesi per essere affrontate e risolte. L'importante è che le misure di risanamento vadano avanti con decisione. Se ragioniamo sul corto termine, penso che turbolenze e volatilità rimarranno nei prossimi mesi, almeno sino al prosimo autunno.
I titoli pubblici dei Paesi deboli dell'Eurozona in queste ultime settimane hanno registrato però un calo delle tensioni. Come mai?
Credo che questi titoli scontino già alcune misure che sono in vista per il superamento della crisi dei debiti. Ma bisognerà vedere appunto l'applicazione di queste ed altre misure necessarie nella prossima fase.
Nonostante tutti i problemi dell'Eurozona, la moneta unica è ancora forte sul dollaro e su altre valute. Potrà rimanere a questi livelli?
L'euro non dovrà essere troppo forte. Ora è attorno a 1,30 dollari, ma sarebbe meglio che scendesse a 1,10 o anche a 1 in rapporto alla valuta americana. Recupererebbe i valori di partenza e darebbe ossigeno alle esportazioni ed alle economie dell'area.
E il franco, non rischierebbe di rafforzarsi troppo sull'euro?
C'è l'azione della Banca nazionale e poi, nel caso, bisognerebbe considerare che in parallelo probabilmente il franco perderebbe terreno sulla valuta USA, la Svizzera potrebbe riprendere fiato su quel versante.
LINO TERLIZZI.
Tratto da:www.cdt.ch.










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