venerdì 27 gennaio 2012

Intervista al CEO di UBS Banca:«Ci vorrà tempo per superare la crisi, ma l'euro alla fine rimarrà»

Nella giornata dell'aper­tura del World economic forum e del discorso inaugurale della can­celliera tedesca Angela Merkel, Ser­gio Ermotti, Chief executive officer di UBS, spiega la sua posizione sull'euro e sulla crisi dei debiti pubblici. 
Si sentono naturalmente, anche qui al Forum di Davos, molte e di­verse previsioni sull'euro. C'è an­che chi pronostica chiaramente la scomparsa della moneta unica. Lei come vede la situazione? 
Non credo che l'euro sparirà. L'Unione europea, ed al suo inter­no l'Eurozona, non possono lasciar affermare negli anni a venire un modello completamente disaggre­gato, che rischierebbe di non risol­vere i problemi e al tempo stesso di renderli più deboli nel confronto con altre grandi aree economiche. Ci vorrà del tempo per superare la crisi, ma l'euro alla fine rimarrà. 
L'Eurozona nel frattempo perde­rà alcuni Paesi deboli, destinati al­l'uscita? 
Non necessariamente. Può darsi che qualcuno esca, può darsi di no. Diciamo comunque che se un Pae­se uscisse, dovrebbe a mio parere affrontare tanti e tali problemi da indurre gli altri Paesi in dubbio a cercare di rimanere nell'area euro.
Lei ha detto: ci vorrà tempo per su­perare questa crisi dell'Eurozona. Ma quanto tempo a suo avviso? 
Questo è davvero diffcile da dire, ma questioni come la crisi dei de­biti pubbblici maturano nel corso di anni e richiedono certo non so­lo mesi per essere affrontate e risol­te. L'importante è che le misure di risanamento vadano avanti con de­cisione. Se ragioniamo sul corto ter­mine, penso che turbolenze e vo­latilità rimarranno nei prossimi mesi, almeno sino al prosimo au­tunno. 
I titoli pubblici dei Paesi deboli dell'Eurozona in queste ultime settimane hanno registrato però un calo delle tensioni. Come mai? 
Credo che questi titoli scontino già alcune misure che sono in vista per il superamento della crisi dei debiti. Ma bisognerà vedere ap­punto l'applicazione di queste ed altre misure necessarie nella pros­sima fase. 
Nonostante tutti i problemi del­l'Eurozona, la moneta unica è an­cora forte sul dollaro e su altre va­lute. Potrà rimanere a questi li­velli?
L'euro non dovrà essere troppo for­te. Ora è attorno a 1,30 dollari, ma sarebbe meglio che scendesse a 1,10 o anche a 1 in rapporto alla va­luta americana. Recupererebbe i valori di partenza e darebbe ossi­geno alle esportazioni ed alle eco­nomie dell'area. 
E il franco, non rischierebbe di raf­forzarsi troppo sull'euro? 
C'è l'azione della Banca nazionale e poi, nel caso, bisognerebbe con­siderare che in parallelo probabil­mente il franco perderebbe terre­no sulla valuta USA, la Svizzera po­trebbe riprendere fiato su quel ver­sante.
LINO TERLIZZI. 
Tratto da:www.cdt.ch.

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